Nathalie Van Ravenstein, Luce Maioli, Rosario Liotta . Lira, Cetra, Lis/it
Artiste straordinarie, Nathalie Van Ravenstein e Luce Maioli in questo fuori programma suonano, rispettivamente, la lira e la cetra, recitando due odi in latino di Ovidio: Erato, dedicato alla musa dell'amore e Orfeo, in onore dell'inventore della Lyra.
La mitica lira: strumento costruito in origine con il carapace di tartaruga e le corna animali, è meteoropatico, perchè ha una pelle sensibile alla umidità. Antichissimo per i romani, impiegato dagli etruschi e in stretta relazione con il mondo pastorale e l’improvvisazione, era presente nei banchetti, e si passava di mano in mano. Monta cinque corde di budello. La cetra: tutta in legno, era lo strumento per eccellenza, impiegato da poeti e imperatori. Ha funzione terapeutica (organologicamente è simile alla cassa toracica): il suo suono armonizza le cellule e intona la voce. Monta sette corde. La scala musicale utilizzata è pentatonica, universale e solare. Intrecciando il suono di queste corde con il latino, lingua poetica, si sprigiona un linguaggio spirituale che si esprime nell’insieme ...e che chiamano incanto.
Copyright testi e ricerche di Walter Maioli
Performance 2007
La lingua di Orfeo
Produzione msp
Albert Hera
Florio Pozza, Luca Nardon, Peter Neri
Nynke Laverman
Sainkho Namtchylak
Michela La Fauci, Stefano Guazzo
Roberto Fabbriciani
Sabina Meyer, Libera Cantoria Pisani
Il flauto di Pan
Incontri
Performance per sordi e udenti
Fuori Programma. Nathalie Van Ravenstein, Luce Maioli, Rosario Liotta
La prima edizione di msp (13-15 luglio 2007) si è intitolata MicroMacroCosmi, proprio perché il rapporto indagato - sul doppio binario di suono e pace - è stato quello tra Uomo e Natura. Abbiamo potuto ascoltare i suoni degli strumenti naturali - come la cetra terrestre - e dell'antichità classica, quelli prodotti dal movimento degli astri confrontati a quelli registrati nel cervello umano, imparare a riconoscere i differenti suoni prodotti dai cetacei, tuffarci nell’ipnotico canto difonico di una sciamana di Tuva, inseguire le note al limite dell’udibile del flauto iperbasso, apprendere dell'innocenza delle intenzioni e della musica, e molto altro ancora..